La “ricca” Svizzera? Sì, ma per pochi privilegiati

17.08.2021 - Laura Riget

La rivista “Bilanz” stila ogni anno una classifica delle 300 persone più facoltose residenti nel nostro paese. Spulciando le cifre, si vede che negli scorsi vent’anni la loro ricchezza è pressoché raddoppiata, raggiungendo i 707 miliardi di franchi nel 2020. Considerando unicamente gli ultimi cinque anni, l’aumento è stato di 112 miliardi: a titolo di paragone, è quasi il doppio di quanto spende ogni anno la Confederazione per i bisogni di 8.5 milioni di persone! Perfino con la pandemia, questi super-ricchi hanno guadagnato ulteriori 5 miliardi di franchi. Allo stesso tempo sempre più persone faticano a trovare un posto di lavoro retribuito a sufficienza per pagare l’affitto e i premi di cassa malati, mentre la crisi socioeconomica innescata dalla pandemia rischia di aumentare ancora questo divario.

Responsabile di questa evoluzione è anche la politica fiscale decisa dalla maggioranza borghese, che ha sgravato la classe salariale e patrimoniale superiore, introducendo allo stesso tempo una maggiore pressione fiscale sui redditi bassi e medio-bassi. Le persone già benestanti godono quindi di importanti privilegi fiscali, mentre, a causa delle minori entrate allo Stato, chi fa fatica si vede tagliare gli aiuti sociali. Un esempio di questa politica sono i privilegi fiscali sui redditi da capitale, ossia quel guadagno che si può ottenere solo disponendo di una ricchezza iniziale da investire, come ad esempio i tassi d’interessi, gli affitti o i dividendi.

Con l’iniziativa 99% «Sgravare i salari, tassare equamente il capitale», lanciata dalla Gioventù Socialista, vogliamo abolire questi ingiusti privilegi e ridistribuire l’enorme ricchezza concentrata nelle tasche di pochi. Concretamente proponiamo di tassare gli alti redditi da capitale con un’imposizione del 150%. Questo non significa che per ogni 100 franchi guadagnati tramite il capitale si pagheranno 150 franchi di imposte, ma che quei 100 franchi saranno considerati come un’imponibile di 150 franchi. L’aliquota e il moltiplicatore, che poi stabiliranno quanto si deve effettivamente pagare di imposte, non verranno modificati dalla nostra iniziativa. Per evitare di penalizzare le persone con piccoli risparmi che affittanno per esempio la loro casa o investono la loro cassa pensione, proponiamo di fissare una soglia sotto la quale l’imposizione al 150% non verrà applicata: 100’000 franchi annui. Si tratta di un importo ragionevole che fa in modo che solo le persone che possono vivere dei propri redditi da capitale vengano toccate dall’iniziativa. Calcolando una rendita media del 3%, bisognerà possedere un patrimonio di almeno 3 milioni di franchi per essere colpiti da questo aumento dell’imposizione.

L’iniziativa porterà entrate supplementari stimate tra i 5 e i 10 miliardi di franchi all’anno, che verranno usate per sgravare il carico fiscale sui redditi medio-bassi e per finanziare misure sociali, come ad esempio i sussidi di cassa malati, l’AVS o la transizione energetica. Riassumendo: l’1% ci perde, il 99% ci guadagna. Ecco perché raccomando di votare Sì all’iniziativa 99% il 26 settembre!

Laura Riget, copresidente PS Ticino e iniziativista. Articolo apparso su La Regione il 17 agosto