Distribuzione della ricchezza, dire sì è importante

27.08.2021

Un SÌ importante per una maggiore equità

Marina Carobbio, consigliera agli Stati PS

La distribuzione della ricchezza è un tema sempre di grande attualità, sia a livello internazionale, sia a livello svizzero. Nel 2019 Oxfam[1] stimava che i 2.153 miliardari nel mondo detenevano più ricchezza dei 4,6 miliardi di persone che costituiscono il 60% circa della popolazione globale. Nel nostro paese oltre il 40% del capitale complessivo è detenuto dall’1% della popolazione. Eppure il benessere è il risultato degli sforzi di tutte e tutti coloro che lavorano in Svizzera.

La pandemia ha reso più visibili le fragilità del nostro sistema economico. Le immagini delle numerose persone in fila a Ginevra per ottenere un sacchetto contenente alimenti del valore di 20 franchi hanno fatto il giro del mondo. Il “New York Times” intitolava così il suo articolo a riguardo: “Una fila lunga un miglio per il cibo gratis a Ginevra, una delle città più ricche del mondo”; una delle città più ricche - aggiungo io - in una delle nazioni più benestanti. Non possiamo limitarci a scandalizzarci davanti a queste immagini, ma dobbiamo agire per fare in modo che la nostra società sia più equa e più giusta.

Un contributo importante per raggiungere questo fine può essere dato alle urne il prossimo 26 settembre, quando voteremo sull’iniziativa denominata “99%”. L’iniziativa prevede di sgravare i salari e tassare equamente il capitale, al fine di ridistribuire al 99% della popolazione circa 10 miliardi di franchi provenienti da quell’1% della popolazione, i cosiddetti super-ricchi. Non si tratta di fare regali; l’iniziativa è chiara a questo proposito: mira ad aumentare ragionevolmente le imposte per i più ricchi in modo da sgravare, appunto, i redditi bassi e medi.

In un momento storico, nel quale anche a livello internazionale si intraprendono passi importanti per raggiungere l’equità impositiva - penso all’accordo del G7 di introdurre un’aliquota minima del 15% e di tassare i profitti delle multinazionali nei Paesi in cui operano[2] - la Svizzera potrebbe rappresentare un esempio virtuoso.

Sul tema della fiscalità si è mosso recentemente anche il PLR ticinese con l’inopportuna proposta di sgravare fiscalmente i redditi alti affinché le persone facoltose rimangano o decidano di stabilirsi in Ticino. È davvero necessario? Qualcuno ha considerato le cifre reali? Dal 2008 al 2017 c’è stato un aumento del 18% di residenti in Ticino con un patrimonio netto di oltre 10 milioni di franchi. La proposta dei liberali è profondamente sbagliata, perché non rispetta le difficoltà di chi fatica ad arrivare alla fine del mese pagando regolarmente le imposte. Anziché favorire una migliore ridistribuzione della ricchezza, sottrarrà risorse all’ente pubblico, in un momento di difficoltà sociali ed economiche.

Il dibattito sulla fiscalità è lanciato, ma lo è soprattutto grazie all’iniziativa 99%, che vuole una tassazione più equa come strumento contro le disuguaglianze!

Il 26 settembre cogliamo l’occasione per dire Sì. Vogliamo una Svizzera più giusta e solidale nei confronti delle sue cittadine e dei suoi cittadini.


[1] Oxfam, Time to care, Oxfam GB, 2020

[2] https://www.swissinfo.ch/ita/la-tassa-minima-globale-non-preoccupa-la-svizzera/46779576